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Diritto Bancario

Usura - Anatocismo - Illegittima applicazione di CMS - Violazione delle norme ius variandi - Nullità di contratti e singole clausole - Illegittime segnalazioni in sofferenza - Vendita illegittima di titoli derivati

Si fa presto a dire anatocismo.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati innumerevolmente professionisti, o presunti tali, che pretendono di offrire consulenze in ambito bancario, sulla scorta di altrettanto presunte collaborazioni con società che sfornano perizie - in serie - con costi, tra l’altro, esorbitanti. Vero è che, dopo gli arresti della Suprema Corte e della Corte Costituzionale, susseguitisi dal 1999 al 2004, la pratica anatocistica, per i conti correnti aperti prima del 2000 è considerata pacificamente illegittima.

Molto più complessa è l’incidenza dell’anatocismo per gli anni successivi al 2000: i conti corrente affidati antecedentemente a tale data possono prevedere, per gli anni successivi, l’anatocismo, o no? E per i conti aperti negli anni successivi al 2000 l’anatocismo è sempre legittimo? Chiunque vi dia risposte scontate o eccessivamente ottimistiche a queste domande è crassamente ignorante in materia o, nella peggiore delle ipotesi, in mala fede.

Ma quanto è rilevante l’anatocismo sulle passività accumulate? La conseguenza dell’accertamento dell’illegittima pratica comporta pacificamente il ricalcolo delle spettanze con eliminazione della capitalizzazione. Il risultato è che solo che nei conti correnti affidati per molti anni, alla dichiarazione di illegittimità della pratica, conseguirà un effetto economico rilevante.

E cosa dire della tematica dell’usura? Anche qui, diffidate amaramente da chi offre facili soluzioni: vi hanno detto che tutti i mutui e tutti i conti corrente ne sono affetti? Seriamente pensate che una banca, scientemente, rischierebbe di vedersi azzerati i ricavi di tutte le proprie operazioni di finanziamento, ben conoscendo la tematica dell’usura?

E la commissione di massimo scoperto? È legittima? Si inserisce nel calcolo del tasso soglia per gli anni precedenti al 2010, quando le indicazioni della Banca d’Italia non lo prevedevano? Si potrebbe affermare di sì (inserire giurisprudenza), o di no (inserire giurisprudenza). Io penso, con tutta sincerità, che gli argomenti contrari all’inserimento degli oneri accessori nel calcolo del TEG siano alquanto deboli, ma l’Avvocato che si appresta ad affrontare, per conto vostro, una causa in questo ambito, basata esclusivamente sull’inclusione di costi accessori nel TEG è deontologicamente tenuto ad informarvi delle concrete possibilità di riuscita della causa, oltre che della possibilità di ottenere ragione solo all’esito di una lunga trafila legale, poiché la Giurisprudenza dell’ufficio competente ha, magari, un orientamento particolare.

Cosa dire, allora, dell’esercizio dello ius variandi? Quando è legittimo il suo utilizzo? La vostra banca vi ha inviato tutte le raccomandate con le relative variazioni delle condizioni di contratto?

Uno dei miei Maestri, conosciuta la mia passione per il diritto bancario, durante il percorso di formazione post-universitaria mi disse che, in questo settore, avrei avuto modo di confrontarmi, allo stesso tempo, con i migliori professionisti ed i peggiori mestieranti, avvisandomi di stare particolarmente attento ai secondi, ben più pericolosi dei primi.

E voi, siete sicuri di voler affidare le sorti della vostra impresa ad un mestierante?

Avv. Francesco Longo - Via San Domenico Savio is. 250 98122 Messina (c/o Studio Legale Burrascano)
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